San Benedetto del Tronto e la Riviera delle Palme e la Provincia di Ascoli Piceno



L’ultima città adriatica a sud delle Marche, all’estremo confine con l’Abruzzo, è il primo centro turistico della regione: San Benedetto del Tronto.
Il centro storico è più in alto, sulla prima collina, mentre tutta la città, sulla costa lambita dal mare è di edificazione recente, si può dire nata e cresciuta grazie al ritirarsi del mare, che negli ultimi due secoli, ne ha forgiato il territorio.
5 Km di sabbia finissima, altrettanto lungomare incorniciato dal verde infinito di migliaia di palme colonnari alternate alle esuberanti fioriture estive di vivaci oleandri, in una continuità di percorso anche ciclabile che, passando per Grottammare, arriva a Cupra Marittima e costituisce la famosa Riviera delle Palme.


Suggestivi percorsi tematici tra piante mediterranee, ruscelletti, cascatelle, giardini per il riposo e svago di grandi e piccini, pinete, complessi sportivi di ogni genere.
Il porto peschereccio e la banchina turistica, un molo che è un museo a cielo aperto, con i massi scolpiti da grandi artisti di tutto il mondo. Un bel centro cittadino, una passeggiata nell’isola pedonale tra moderne opere d’arte, con negozi alla moda, graziosi ed efficienti stabilimenti balneari che accolgono e coccolano i turisti fornendo ogni servizio utile al godimento della vacanza e ancora, sale congressi, hotel, ristoranti, cinema, discoteche e serate di intrattenimento culturale o simpatica distrazione.
Cosa chiedere di più ad una vacanza, sia essa per giovani, adulti o piccini?
Ebbene c’è dell’altro: l’hinterland.




DAL MARE ALLE COLLINE


A pochi chilometri dalla costa, sparsi qua e là sulle vicine colline, decine di piccoli paesini storici, deliziano le ore di chi al mare vuole alternare la conoscenza della storia e delle tradizioni locali ammirandone l’antica architettura.


Ma come si può parlare di storia senza citare la capitale del Piceno: Ascoli, vestita di travertino, affascinante polo artistico culturale che ha per immediato biglietto da visita una della piazze più belle d’Italia.
La città delle cento torri, delle infinite chiese, che ogni estate rivive il suo Medioevo nelle imponenti rievocazioni storiche di luglio e agosto nella Quintana.
Tante sono le possibilità di intrattenimento tra le bellezze del territorio, e se da Ascoli, in poco tempo ci si può inoltrare tra i primi paesi della montagna,
Acquasanta, Arquata, fino a Montefortino e Montemonaco, da lì il passo è breve per una suggestiva escursione tra le montagne dei Sibillini.


Poco più di un ora di auto divide il mare dalla montagna in queste zone, rendendo l’offerta turistica completa in ogni sua esigenza.
E in mezzo, spesso affacciati sul cucuzzolo delle armoniose colline, i paesi della memoria invitano, già solo per la fotografia d’insieme che offrono all’occhio che le scorge in lontananza, ad una curiosa esplorazione che ogni volta si rivela appagante.
Acquaviva Picena, con la sua Rocca Fortezza ancora intatta che ogni estate, il primo venerdì di agosto, coinvolge tutti i suoi abitanti nella storica rievocazione del “Palio del Duca”. La domenica successiva all’interno della corte della Rocca viene allestita la cena di nozze del Duca, con un’ accurata ricostruzione degli ambienti e dei cibi d’epoca, così come delle musiche e dei giochi dei saltimbanchi.


Offida, elegante,dal glorioso antichissimo passato di cui reca testimonianze perfettamente conservate nella spettacolare Piazza del Popolo tra le mura castellane, i suoi interessanti musei (da ricordare quello del merletto a tombolo di antica tradizione locale) e la chiesa di Santa Maria della Rocca, uno dei più insigni monumenti romano-gotici delle Marche.
Ripatransone, per diversi secoli sede vescovile, con la sua Cattedrale Basilica del XVI secolo, il Palazzo del Podestà, ancor più vetusto, il museo archeologico e quello della civiltà contadina, la pinacoteca e il suo caratteristico “vicolo stretto”, il più stretto d’Italia, misura solo 43 cm.


Come non ricordare poi Castignano che con il “Templaria Festival” è diventata anno dopo anno un punto di riferimento per gli appassionati del Medioevo che nel borgo trovano uno splendido esempio di architettura di quel periodo.
Ma anche Massignano ha da offrire i suoi tesori, così come Montefiore dell’Aso, che conserva ancora una cinta muraria trecentesca con le porte e sei torrioni e richiama appassionati d’arte nella superba chiesa di San Francesco e nel suo ex convento di recente restaurato e divenuto Polo Museale. All’interno intere sale dedicate ad Adolfo De Carolis (figlio illustre di questa terra), ma anche opere del Crivelli ed altre eseguite da artisti recenti come Domenico Cantatore. Da segnalare anche la coloratissima infiorata tra le vie del paese nella domenica del Corpus Domini.




LA CUCINA E IL BUON BERE


Infinite le Marche, generoso il Piceno, che racchiude nei suoi confini storici anche la parte più a nord dell’Abruzzo.
Sagge, equilibrate, punto di riferimento nazionale per la qualità del vivere, la bellezza del territorio, l’artigianato, le sue eccellenze industriali nel campo calzaturiero e non per ultimo il gusto e le tradizioni della buona cucina.


Un patrimonio enogastronomico straordinario che spazia dal mare alla montagna, in grado di soddisfare occhi, anima e palato con i suoi piatti tipici e le rivisitazioni elaborate dal tempo.
Vincisgrassi, brodetto, ciauscolo, caciotte, passando dai maccheroncini di Campofilone all’oliva all’Ascolana, dal prosciutto di Carpegna al formaggio di Fossa, per non parlare dei funghi, dei tartufi, delle zuppe di cereali con la lenticchia di Castelluccio o di Colfiorito.


Scontato poi menzionare tutto l’ottimo pesce del medio Adriatico e le sue prelibate ricette. Tutto condito con un olio extra vergine d’oliva gustoso e profumato, e annaffiato da piacevoli vini che incantano da tempo i gourmet di tutto il mondo: dai Colli Pesaresi al Metauro, dai Castelli di Jesi con il loro celebre Verdicchio al Rosso Conero, scendendo per i Colli Maceratesi verso il Falerio e il Rosso Piceno, per chiudere con il Pecorino e la Passerina, recentemente riscoperti.
Senza contare le specialità della Vernaccia e del Vino Cotto, del Mistrà e dell’Anisetta.
Che dire di più se non: provare per credere!

Buon appetito!





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